Il telelavoro o lavoro in rete, conosciuto nei paesi anglosassoni come
telework, telecommute o e-work, rappresenta uno dei cambiamenti più
interessanti e rivoluzionari determinati dalla nascita di un’economia basata sul trattamento dell’informazione. Il telelavoro, infatti, più che una
soluzione tecnica o tecnocratica, rappresenta una particolare opportunità
organizzativa e di sperimentazione, dove è possibile verificare lo sviluppo di pratiche alternative in risposta a problemi ed esigenze non più eludibili nella
vita economica e sociale3.
Possiamo definire il telelavoro come un lavoro svolto a distanza attraverso
l’utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione4 (ICT),
che permette di eliminare le limitazioni dovute alla localizzazione fisica:
l'attività viene svolta indipendentemente dalla località, il che significa che
può essere svolta in un ufficio, una casa, un mezzo in movimento, un centro
satellite, un telecentro, un’azienda virtuale o qualsiasi altro sito. La
delocalizzazione del posto di lavoro tramite le ICT non comporta solo una
inversione della tradizionale relazione di distanza nel lavoro - non è più il
luogo di lavoro ad essere distante e che va raggiunto, ma sono i referenti del
proprio lavoro (azienda, colleghi, clienti, utenti, ecc.) ad essere distanti5 e
con i quali si può interagire in tempo reale – ma ne risulta cambiata la stessa
concezione di tempo di lavoro: il lavoro diviene più flessibile e rispondente
alle esigenze individuali, organizzative, sociali. |